3° Divisione Garibaldi Cichero

  • Storia

    3° Divisione Garibaldi Cichero ( composta dalle brigate Arzani, Berto, Oreste, Jori, distaccamento volante Severino e volante Balilla):
    la formazione partigiana destinata a costituire la più temibile minaccia nella VI Zona (oltre cento i caduti, tredici le medaglie al valor militare), nasce all'indomani dell'8 settembre presso un casone,  messo a disposizione dal contadino Raggio (Stecca), situato alle pendici del monte Ramaceto nel territorio di Cichero, che darà il nome alla divisione. Il gruppo primigenio, composto da una trentina di membri, quasi tutti giovani e digiuni di politica, è guidato da Aldo Gastaldi (Bisagno), comandante militare di profonda fede cristiana e su posizione apolitiche, e da Giovanni Serbandini (Bini), commissario politico comunista, già condannato nel 1939 per attività antifascista. Privi di armi e provati dai rigori invernali, solo nella successiva primavera gli uomini di Bisagno sono in grado di condurre un’efficace lotta contro il nemico nazifascista, concretizzatasi in attentati ai piloni dell’alta tensione e ai ponti, attacchi contro i presidi fascisti e le divisioni antipartigiane. Il 17 Luglio 1944, dopo aver massacrato sette partigiani, le Ss tedesche e italiane danno fuoco, per rappresaglia, all'intero paese, colpevole di solidarietà con i partigiani: è in seguito a questo tragico episodio che la 3a brigata Garibaldi assume il nome di Cichero, divenendo una divisione composta dalle brigate Arzani, Berto, Oreste, Jori, distaccamento volante Severino e volante Balilla. Occupate, nel settembre 1944, la val Trebbia, Aveto e Borbera, ampia fascia di territorio ove viene creata la cosiddetta “Repubblica di Torriglia” amministrata dai locali Cln, i partigiani della Cichero, nonostante la reazione tedesca e i massicci rastrellamenti, riescono a infliggere, in numerosi scontri, pesanti sconfitte al nemico. Nel marzo 1945, in prossimità dell’insurrezione generale, la Cichero viene riorganizzata in due divisioni autonome dal punto di vista operativo: Pinan-Cichero (1500 uomini, 5 brigate), Cichero (1100 uomini, 4 brigate), e in una brigata di manovra Coduri (1000 uomini) che diventerà divisione il 24 aprile, articolata su tre brigate. Loro obiettivi sono, rispettivamente, la liberazione della valle Scrivia, di Genova e del Levante. Simbolo tra i più alti degli ideali della Resistenza, la divisione Cichero va ricordata, oltre che per il suo alto contributo alla lotta di Liberazione (oltre cento i caduti, tredici le medaglie al valore militare), anche per il severo codice di comportamento,  improntato a  un intransigente rigorismo etico e alla democratica condivisione.