33° Reggimento Carristi "Caserma Castelletto" di Parma

  • Storia

    Il Reggimento venne costituito a Parma il 6 novembre 1939 con la denominazione di 33º Reggimento Fanteria Carristi, con i battaglioni carri L XXII e XXIII, provenienti dal 1º Reggimento fanteria carrista, e VI e XXXII, provenienti dal 3º Reggimento fanteria carristi. La nuova unità venne inquadrata nella 133ª Divisione corazzata "Littorio" insieme al 12º Reggimento bersaglieri e al 133º Reggimento artiglieria. Nell'aprile 1940 venne disposto un cambio di numerazione per cui all'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale i battaglioni vennero numerati rispettivamente I, II, III e IV. Dopo il trasferimento in Africa Settentrionale del I Battaglione carri, il 22 dicembre 1940 venne disposto, in seno al Deposito del 33º Reggimento, la costituzione di un altro I Battaglione carri su carri M che divenne VI Battaglione carri M13/40, inviato anch'esso in Africa Settentrionale. Il 33º Reggimento rimase formato da tre battaglioni I, II e III. Così formato venne mobilitato e dal 11 al 17 aprile 1941 partecipò con la Divisione Littorio alle operazioni per l'invasione della Jugoslavia.
    Il 27 novembre 1941 il comando del Reggimento lasciò la Divisione "Littorio" sostituito dal 133º Reggimento carri tutto su carri med costituitosi nel frattempo a Pordenone, passando alle dipendenze del Comando Zona Militare di Piacenza avendo alle sue dipendenze il XIV Battaglione carri M, il Battaglione addestramento ed i battaglioni complementi CDXXXIII e CDXXXIV. Dal 1º febbraio 1942 il 33° venne trasformato in Reggimento carri M su comando, compagnia c/a da 20 mm, XVII, XVIII e XIX Battaglione carri medi; tuttavia il reggimento ricevette solo il XVIII Battaglione dal 3º Reggimento carrista.
    L'8 settembre 1943, in seguito alle vicende armistiziali, il 33º reggimento fanteria carrista, dislocato nella zona di Fidenza, venne sciolto.
    Il 1º settembre 1964 venne costituito a Civitavecchia il VI Battaglione carri, equipaggiato con carri medi M47 Patton, inquadrato nel 1º Reggimento bersaglieri corazzato della Divisione corazzata "Centauro", che riallacciava le proprie origini al VI Battaglione carri d'assalto costituito a Bologna il 1º giugno 1935 in seno al Reggimento carri armati. Con la ristrutturazione dell'Esercito Italiano dal 1º ottobre 1975 il VI battaglione carri venne ridenominato 6º Battaglione carri "M.O. Scapuzzi" ed a seguito dello scioglimento del reggimento bersaglieri, avvenuto il 31 ottobre 1975, con l'abolizione del livello reggimentale nell'Esercito Italiano, il Battaglione assunse fisionomia autonoma. Nell'ambito del riordinamento della Forza Armata, con la ricostituzione del livello reggimentale il 31 agosto 1993 il Battaglione, persa la propria autonomia, cedette la Bandiera di guerra al 33º Reggimento carri ricostituito il giorno successivo ad Ozzano nel quale confluì l'11º Battaglione carri "M.O. Calzecchi", mentre il Battaglione carri "M.O. Scapuzzi" il 1º settembre 1993 venne inquadrato nel 4º Reggimento carri con sede a Civitavecchia. Il Reggimento, inquadrato nella Brigata meccanizzata "Friuli" e successivamente nella 132ª Brigata corazzata "Ariete", venne definitivamente sciolto nel 2001. 

    La caserma del Castelletto sorge prima della metà del secolo scorso lungo la strada che conduce a
    Traversetolo (PR), a sud est del centro storico, in un contesto rurale nei pressi del nucleo abitato suburbano del Castelletto.
    Le prime immagini conosciute dell’insediamento risalgono agli inizi degli anni Quaranta del secolo scorso. Fonti storiche informano che nel settembre del 1943 l’unico reparto militare «accasermato nell’estrema periferia sud-est, in località Castelletto, era il battaglione addestramento del 33° Reggimento fanteria carrista» (Centro Studi Movimenti, 2015, p. 49) e probabilmente ad un periodo non molto precedente è da far risalire l’età di costruzione dell’insediamento militare. Nel corso della Seconda guerra mondiale la
    località Castelletto è stata bersaglio di bombardamenti che hanno determinato danni non eccessivi. Dell’insediamento originario sopravvive oggi una parte minoritaria dei fabbricati dallo sviluppo longitudinale. Dopo il Secondo conflitto mondiale l’insediamento militare è stato adibito a deposito sanitario nazionale,
    dismesso verso la fine del secolo scorso. Solo di recente parte dell’immobile è entrata a far parte del
    patrimonio comunale.

    Fonti: http://file:///C:/Users/morgu/Downloads/2020_pd_0000625_allegato_a__signed-1.pdf

    https://it.wikipedia.org/wiki/33º_Reggimento_carri