Il 67° Reggimento Fanteria "Legnano" è stato un reparto del Regio Esercito Italiano e poi dell'Esercito Italiano costituito il 1º agosto 1862, che insieme al "gemello" 68º Reggimento fanteria, andò a costituire la Brigata "Palermo". Fu costituito nella città di Torino, per poi essere trasferito a Genova ove, il 27 settembre successivo, ricevette la bandiera di guerra.
Nel 1866 partecipò alla terza guerra di indipendenza, e, in particolare, inquadrato nell'Armata del Mincio, prese parte alla sfortunata battaglia di Custoza (1866). Successivamente, fu trasferito a Catanzaro, ove prese parte alle operazioni di repressione del brigantaggio. Negli anni 1895 e 1896, il reggimento fornì uomini per la costituzione del 21º e 33º Battaglione Cacciatori d'Africa, che presero poi parte alla successiva Guerra di Abissinia. Durante la Guerra italo-turca, il reparto, pur non facendo parte del contingente inviato in Tripolitania e Cirenaica, inviò propri uomini in rinforzo di altre unità operanti in Africa.
Con l'approssimarsi dell'entrata in guerra del Regno d'Italia, nel gennaio del 1915, il reggimento completò i propri organici, in vista della mobilitazione. In primavera, il reparto fu inviato nella zona tra la Valtellina e la Val Camonica, ove, insieme al reggimento gemello, il 68º, costituì la Brigata "Palermo". Dopo lo scoppio delle ostilità, il 24 maggio 1915, il reparto partecipò ad azioni offensive e difensive nel settore dell'Adamello e del Passo del Tonale, restando in tale settore sino al mese di ottobre. In seguito fu trasferito sul fronte carsico, ove giunse nei primi giorni di novembre. I battaglioni del reggimento furono poi schierati nelle trincee del Monte San Michele, e da qui scattarono all'attacco, l'11 novembre, allo scoppio della Quarta battaglia dell'Isonzo. Negli scontri, furibondi, dei giorni successivi, persero la vita innumerevoli soldati e ufficiali.
Nel febbraio del 1916, il 67º reggimento fu trasferito sul fronte isontino, ove partecipò alla Quinta battaglia dell'Isonzo. Combatté poi sulle alture del Vodil e del Mrzli, partecipando alla costruzione di una poderosa linea difensiva in cemento armato. Dopo aver trascorso il turno di riposo in retrovia, nel marzo del 1917 il reparto operò contro le alture situate ad est di Gorizia, sino al mese di maggio, quando partecipò alla Decima battaglia dell'Isonzo. Nel corso di questa sanguinosa battaglia, il reggimento, dal 20 maggio, sferrò ripetuti assalti contro la vetta del Monte Santo di Gorizia: il 23 maggio, i fanti del 67º riuscirono a conquistare la vetta, issandovi la bandiera del reggimento. A causa del violentissimo contrattacco nemico, la cima dovette poi, però, essere abbandonata. Per questa azione, la bandiera del reparto fu decorata con la medaglia di bronzo al valor militare. Alla metà di agosto, allo scattare dell'offensiva che avrebbe dato luogo all'Undicesima battaglia dell'Isonzo, il 67º Reggimento Fanteria fu inviato nella zona della Sella di Dol, con l'obbiettivo di attaccare il caposaldo del Veliki Hrib.
Il reggimento fu poi inviato in zona di riposo, ove fu sorpreso dalla notizia del ripiegamento generale del Regio esercito, susseguente alla Battaglia di Caporetto. Nelle drammatiche giornate della fine di ottobre, il 67º fanteria si schierò sul Monte Corada contribuendo a trattenere il nemico, e permettendo così la ritirata di altri reparti. Anche il 67º reggimento fu infine costretto a ripiegare sulla linea del Piave. Nel gennaio del 1918, il reparto fu poi schierato sul Monte Grappa, dove contribuì a respingere i ripetuti, e violentissimi, attacchi sferrati dall'esercito austro-ungarico. Durante l'estate, il reparto fu sottoposto a una profonda riorganizzazione, in vista del trasferimento oltremare: nel mese di settembre, la brigata venne trasferita, via mare, in Albania, dove si stavano consumando gli ultimi atti del conflitto in quelle regioni. In autunno reparti italiani procedettero all'occupazione di vari centri della regione, sino a quando, il 4 novembre 1918, per l'Italia il conflitto si concluse.
Nel 1918 fino al 1920 operò nei Balcani, ed il 4º battaglione fece parte del Corpo di spedizione italiano in Murmania, che combatté prima contro i tedeschi, poi contro i bolscevichi.
Nel 1936 mobilitò i suoi uomini per la campagna d'Etiopia, fornendo a reggimenti e reparti vari mobilitati 32 ufficiali e 1088 soldati. Il 24 maggio 1939 il reggimento fanteria “Palermo” assunse la denominazione 67º reggimento fanteria "Legnano" (con il Comando nella caserma Cadorna a Legnano) e, con il 68º reggimento fanteria “Legnano” (con il comando a Como) e il 58º reggimento artiglieria, confluì nella 58ª Divisione Fanteria Legnano.
Nella seconda guerra mondiale seguì la divisione Legnano, operando nel 1940 sul fronte francese e nel 1941 su quello greco-albanese. Nel 1942 fu inviato nuovamente in Francia e nei primi mesi del 1943 fu trasferito in Puglia.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il 28 settembre entrò a far parte del I Raggruppamento Motorizzato, prima grande unità militare dell'Esercito Cobelligerante Italiano a prendere parte alle operazioni della Campagna d'Italia accanto alle forze alleate dopo i fatti seguiti alla proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre. Cambiò la denominazione in 67º Reggimento fanteria motorizzato e prese parte nel dicembre dello stesso anno alla Battaglia di Montelungo, in seguito alla quale la bandiera del 67º Reggimento sarebbe stata decorata di medaglia d'oro al valor militare. Nell'agosto 1944 venne inserito nella 210ª Divisione costiera.
Al termine del conflitto il 67º Reggimento entrò a far parte dell'Esercito Italiano, nuova denominazione assunta dal Regio Esercito dopo la proclamazione della Repubblica, inquadrato nella ricostruita Divisione fanteria "Legnano. Con la ristrutturazione dell'Esercito Italiano del 1975, che aboliva il livello reggimentale, il reggimento è stato ridotto a 67º Battaglione meccanizzato "Montelungo" con sede a Monza, che ne ha ereditato le tradizioni e la bandiera di guerra, mentre le tradizioni e la bandiera del 68º Reggimento fanteria "Legnano" vennero ereditati dal 68º Battaglione meccanizzato "Palermo". Nel 1983 il 67º Battaglione meccanizzato "Montelungo", al comando del Tenente colonnello Luigi Gaviraghi, prese parte in Libano, con il contingente italiano alla missione di pace "Libano 2" rinforzato da una Compagnia bersaglieri del 6º Battaglione bersaglieri "Palestro", comandata dal Capitano Paolo Leotta, dal 9 giugno ai primi di ottobre, quando venne sostituito dal 3º Battaglione bersaglieri "Cernaia". Con il ripristino, nel 1991, del livello reggimentale nell'Esercito Italiano il 27 agosto 1992 il 67º Battaglione meccanizzato "Montelungo" venne sciolto e, sulla base del 4º Battaglione carri "M.O. Passalacqua" viene ricostituito, nella sede di Solbiate Olona, il 67º Reggimento fanteria corazzato "Legnano", che, nel 1993-1994, prese parte alla Missione Ibis in Somalia, prima di essere sciolto definitivamente il 5 ottobre 1995 a Solbiate Olona.