Benvenuto, Giorgio

  • Data di esistenza

    • Data di nascita (display) 8 dicembre 1937

  • Biografia

    Sindacalista e uomo politico italiano.

    BIOGRAFIA

    Giorgio
    Benvenuto nacque a Gaeta nel 1937, dove il padre, un ufficiale di Marina di origini campane, stava prestando servizio. Poco dopo fu inviato in Istria a Pola, allora italiana, dove si trasferì con tutta la famiglia. Nell’estate del 1943 i genitori di Giorgio decisero di trascorrere le vacanze estive presso l’abitazione dei genitori della madre a Corsi, in provincia di Chieti. A causa del mutamento delle sorti dell’Italia nel corso del conflitto, la famiglia decise di prolungare il soggiorno, inizialmente di qualche settimana, senza sapere che non avrebbero più rivisto la propria abitazione. Dopo l’armistizio dell’8 settembre l’Istria fu incorporata dai nazisti nella Zona di operazioni del Litorale adriatico e, a guerra finita, con il Trattato di Parigi del 1947, fu assegnata alla Jugoslavia. La famiglia Benvenuto perse, di conseguenza, tutte le sue proprietà a Pola e non vi tornò più.

    Nel corso dell’occupazione nazista dell’Italia, il padre di Giorgio Benvenuto, in quanto militare dell’Esercito italiano,  fu costretto a nascondersi, prima nella casa dei suoceri e poi nella cripta della Cattedrale di San Giustino. Successivamente, passando da Ortona, riuscì a varcare la Linea gotica e mettersi in salvo.
    Dopo la liberazione, la famiglia riuscì a ricongiungersi a Messina, dove il padre, nel frattempo, era stato dislocato. Vi rimasero fino al 1947, trascorsero quindi un breve periodo a Roma per poi tornare a Chieti, dove Benvenuto frequentò le scuole medie. Nel 1950 tornò a Roma per  iscriversi al liceo.
    Il 1° ottobre 1955, a soli diciotto anni, Giorgio Benvenuto si iscrisse alla Uil (Unione italiana lavoratori), fondata nel 1950 dai repubblicani, dai socialdemocratici e dai socialisti autonomisti che si staccarono dalla Cgil. Nel 1969 Benvenuto fu eletto segretario generale della Uilm (Unione italiana lavoratori metalmeccanici). Nel 1972 fondò, insieme a Pierre Carniti (Fim-Cisl) e Bruno Trentin (Fiom-Cgil), la Federazione lavoratori metalmeccanici (Flm).
    Nel 1976, succedendo a Raffaele Vanni, fu eletto segretario generale della Uil, carica che conservò fino al 1992.
    Fin dai primi anni della sua segreteria fu molto attivo a livello internazionale, intessendo rapporti con i sindacati e i dissidenti dei paesi dell’Europa centro-orientale e seguendo da vicino la nascita del sindacato polacco, indipendente e autogestito Solidarność.
    Nel corso di questi anni di grandi conflitti sociali e politici, ma anche contrassegnati da un vivace scambio intellettuale, Giorgio Benvenuto ricoprì infatti importanti cariche internazionali: fu vice presidente della Federazione europea dei Metalmeccanici dal 1971 al 1976 e vice presidente della Confederazione europea dei Sindacati dal 1978 al 1981 e dal 1987 al 1990.
    Il 30 settembre 1980 la Uil organizzò una tavola rotonda di discussione sulla situazione polacca con i rappresentanti politici italiani, dalla Dc al Pci. All’incontro partecipò anche il delegato del Kor (Comitato di difesa degli operai, fondato nel 1976) Aleksander Smolar. Benvenuto tenne le conclusioni, invitando le forze politiche e i sindacati a elaborare un piano urgente di concreta solidarietà con il sindacato polacco per evitare che il movimento potesse avere il medesimo, drammatico esito della Primavera di Praga. Fra il 13 e il 19 gennaio 1981 una delegazione guidata del leader polacco Lech Wałęsa giunse in visita in Italia, per incontrare sia Papa Giovanni Paolo II, sia i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil. I tre segretari, Luciano Lama, Pierre Carniti e Giorgio Benvenuto, lo accolsero ufficialmente all’aeroporto e lo accompagnarono nel corso delle visite ufficiali.
    A ottobre del 1981 i tre leader parteciparono a Danzica al primo congresso di Solidarność. Si trattò di un’occasione molto importante, sia di confronto di differenti prospettive sindacali, sia di adesione ufficiale dei delegati italiani alle istanze propugnate dai fondatori del sindacato, che ormai annoverava circa dieci milioni di iscritti.
    Sul versante italiano il 1980 fu l’anno della lunga e complessa vertenza con la Fiat di Torino, che vide protagonisti i tre sindacati confederali. A inizio settembre gli operai erano entrati in sciopero contro gli annunci da parte dell’azienda di diciotto mesi di cassa integrazione per 24.000 dipendenti, di cui 22.000 operai. A breve distanza di tempo, l’11 settembre, furono annunciati 14.469 licenziamenti. Sostenuti dai sindacati, gli operai misero in atto inizialmente una protesta molto compatta, che si concluse, però, il 14 ottobre con la cosiddetta “marcia dei quarantamila”, una manifestazione di protesta degli impiegati e dei quadri Fiat contro i picchettaggi che impedivano loro l’ingresso ai luoghi di lavoro. I vertici di Cgil, Cisl e Uil chiusero una difficoltosa trattativa con un accordo favorevole alle istanze della Fiat. Si trattò tutto sommato di una vittoria temporanea, in quanto la Fiat, come tutte le altre grandi aziende italiane ed estere stava scontando le conseguenze della crisi petrolifera e del declino industriale.
    Il 1984 segnò, invece, la rottura definitiva della Federazione Cgil, Cisl e Uil, in seguito alle conseguenze del cosiddetto “Decreto legge di San Valentino”, promulgato dal governo Craxi il 14 febbraio, che aboliva la scala mobile. Il Pci aveva promosso un referendum, che si tenne il 9 e il 10 giugno 1985, per l’abrogazione del decreto legge; la Cisl, la Uil e l’ala della Cgil legata al socialista Ottaviano Del Turco si dichiararono contrari, mentre la segreteria di Lama fu favorevole. Al referendum vinsero i No con una percentuale del 54,3 e il decreto legge non fu abrogato, ma le conseguenze furono, come prevedibile, più ampie e durature. La federazione non si ricostituirà più, anche se i legami tra i sindacati non si allentarono del tutto, ritrovando nel corso degli anni momenti di alleanze e collaborazioni.
    Nel 1992 Benvenuto lasciò la segreteria della Uil, in seguito alla sua nomina a Segretario generale del Ministero dell’economia e delle finanze. A febbraio del 1993 fu eletto segretario nazionale del Psi, succedendo a Bettino Craxi. Si dimise dopo soli tre mesi a causa dell'intensificarsi della crisi del partito e delle sue divisioni interne.  Nel 1994 Benvenuto fu tra i fondatori, insieme a Giorgio Bogi, Ferdinando Adornato e Willer Bordon, di Alleanza democratica. Eletto deputato nell’aprile del 1996 nello schieramento di centrosinistra dell'Ulivo, fu riconfermato alle elezioni politiche del maggio 2001. 
    Dal 2006 al 2008 è stato senatore (eletto nuovamente con l’Ulivo) e presidente della Commissione finanze. Nel 2007 aderì al gruppo dei Democratici di sinistra, partecipando all’atto costitutivo del Partito democratico (Pd) a Firenze, nel corso degli Stati generali della sinistra.
    Da 1995 al 2018 ha insegnato materie fiscali presso la Scuola di Polizia tributaria della Guardia di Finanza.
    Giornalista pubblicista dal 1965, Benvenuto è autore di innumerevoli pubblicazioni su vari aspetti del sindacato, sullo Statuto dei lavoratori, la sanità pubblica, la laicità delle istituzioni.
    Nel 2003, su iniziativa sua e di altri, è stata istituita a Roma la Fondazione Bruno Buozzi, con l’obiettivo di rendere fruibile il patrimonio documentario sindacale italiano, europeo e internazionale della Uil e favorire studi, ricerche, seminari e convegni. Dal maggio dello stesso anno Benvenuto ne è divenuto presidente. Dal 2015 al 2018 è stato presidente della Fondazione Pietro Nenni.

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