Berlanda, Franco, architetto, urbanista, docente universitario (1921 - 2019)

  • Biografia

    Francesco (Franco) Berlanda nasce a Trento nel 1921.
    Richiamato alle armi nel 1941 è prima sottotenente nel IV Reggimento artiglieria alpina poi, sottrattosi alla cattura dell’esercito tedesco l’8 settembre 1943, partecipa alla Resistenza incaricato del comando delle divisioni Garibaldi attive in Valle d'Aosta, valli di Lanzo e Canavese.  Con il nome di “Grigia” è al comando delle colonne partigiane che liberano la città di Cuorgnè e con le stesse divisioni prende parte alla liberazione di Torino. Congedato con il grado di Maggiore riceve due Croci al Merito di Guerra per l’attività partigiana. È autore di monumenti ai Caduti della Resistenza, al Colle del Lys, al monte Montoso di Bagnolo Piemonte, alla Medaglia d’oro Rocco al Cimitero Monumentale di Torino. Partecipa alle attività del Comitato regionale Resistenza e Costituzione ed è oratore ufficiale il 25 aprile, nel comune di Alpette. Al comune di Alpette, nel 2017, con la collaborazione di Maurizio Cilli e della Fondazione Giulio Einaudi, dona il Monumento agli Svizzeri, una scultura in bronzo che riproduce la 
    main ouverte di Le Corbusier. Il monumento vuole ricordare i giovani che, dopo l'8 settembre 1943, si rifugiarono in Svizzera e da lì organizzarono la Resistenza, tra loro lo stesso Berlanda, Giulio Einaudi e Renata Aldrovandi.
    Nel 1944 si iscrive al Partito Comunista Italiano mantenendo l'iscrizione fino allo scioglimento nel 1991.
    Nel 1948 si laurea in Architettura al Politecnico di Torin. È nominato preside del Convitto Scuola Rinascita che aveva sede a Villa Rey, mantenendo l'incarico per un anno tra il 1948 e il 1949. Tra il 1949 e il 1953 è assistente volontario presso la cattedra di Composizione Architettonica della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino ottenendo nel 1959 la libera docenza in Architettura degli interni. Appena laureato, nel 1949, partecipa quale rappresentante degli studenti al VII Congresso Internazionale degli Architetti Moderni (CIAM), che si tiene a Bergamo, potendo poi frequentare nel 1951 la Scuola CIAM a Londra.
    Nel 1950, vince il concorso per capo servizio tecnico dell'Istituto Autonomo Case Popolari di Torino, incarico che lascia nel 1960.
    Nel 1955 fa parte della delegazione italiana invitata nella Repubblica della Cina popolare dal Centro studi per le relazioni economiche e culturali con la Cina, presieduto da Ferruccio Parri sotto il governo Segni, su invito dell'Associazione cinese per le relazioni culturali con l'estero. Della delegazione fanno parte, tra gli altri,  Antonello Trombadori, Norberto Bobbio, Piero Calamandrei, Cesare Musatti, Franco Antonicelli, Carlo Cassola, Franco Fortini ed Ernesto Treccani.
    Nel 1968 è incaricato dell'insegnamento di Architettura scenica all'Accademia Albertina di Torino e nel 1969 è nominato professore di Architettura all'università di Palermo dove è docente fino al 1972. Si trasferisce al Politecnico di Torino tra il 1971 e il 1974, infine è professore di Urbanistica presso lo IUAV di Venezia tra il 1973 e il 1996 rivestendo anche l'incarico di Direttore del Dipartimento di Urbanistica per due mandati, dal 1988 al 1994. 

     Tra il 1961 e il 1965 è consigliere della Provincia di Torino e membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Gran Paradiso. Dal 2006 è componente dell'Osservatorio per l'asse ferroviario Torino - Lione.
    Quale libero professionista condivide un primo studio professionale con Sergio Nicola e Alberto Todros, poi apre uno studio in via Baretti 46 a Torino, negli spazi della sopraelevazione progettata da Gino Becker con il quale condivide l'attività professionale dal 1961 fino alla morte prematura di quest'ultimo, nel 1971. Prosegue l’attività professionale nello studio di via Baretti fino al 1996. Muore a Torino il 29 giugno 2019.


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