Bolis, Luciano

  • Pseudonimo, nome assunto

    Fabio

  • Luogo di nascita

    Milano

  • Biografia

    Antifascista dalla fine degli anni Trenta, è arrestato per la prima volta nella primavera del 1942 per l’appartenenza a un’organizzazione clandestina di studenti e intellettuali milanesi. Deferito al Tribunale speciale, viene condannato a due anni di reclusione. Rimane nel carcere di Castelfranco Emilia sino all’agosto del 1943, allorché viene liberato grazie all’amnistia. Emigrato in Svizzera, aderisce al Partito d’azione e al Movimento federalista europeo e fa quindi ritorno in Italia, per partecipare alla lotta di Liberazione. Nel settembre del 1944 Parri lo invia a Genova per sopperire al vuoto lasciato da alcuni compagni arrestati. Nel capoluogo ligure Bolis assume la carica di ispettore regionale delle formazioni Giustizia e Libertà e poi quella di segretario ligure del Pda. Arrestato il 6 febbraio 1945, viene brutalmente torturato dalle Brigate nere, tanto da essere indotto a tentare il suicidio per non correre il rischio di rivelare i nomi dei compagni. Liberato nell’imminenza dell’insurrezione dall’ospedale di San Martino, grazie a una brillante azione compiuta da uomini della brigata Sap Bellucci in collaborazione con altre formazioni partigiane, racconterà la terribile esperienza della sua detenzione nel libro Il mio granello di sabbia. Nel dopoguerra ricopre importanti incarichi nel Pda, nel Partito socialista unificato, nel Mfe e in altre associazioni e movimenti per l’unità europea prima di diventare, nel 1964, funzionario presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo. Lo troviamo, infine, tra i fondatori dell’Istituto storico della Resistenza in Liguria, nonché suo primo direttore. Medaglia d’argento al valor militare.

    Dizionario della Resistenza in Liguria, (a cura di) F. Gimelli, P. Battifora, De Ferrari, Genova, 2008