Malchow è stato uno dei sotto-campi del campo di concentramento nazista di Ravensbrück, situato in Germania. Si trovava nei pressi della cittadina di Malchow, nel Meclemburgo.
Il campo di Malchow consisteva in dieci caserme, ciascuna con capacità di ospitare circa 100 persone, soprattutto donne; era dunque in grado di ospitare fino a 1.000 donne prigioniere. Ma, nel 1945, la popolazione del campo era cresciuta fino a 5.000 donne. Nell'estate del 1943, il terreno del campo venne chiuso da un'alta recinzione e le dieci caserme che facevano parte del campo, originariamente utilizzato per gli operai edili di Ravensbrück, furono anch'esse racchiuse da questa recinzione.
Costrette a sopravvivere in condizioni estreme, le prigioniere erano sorvegliate dalle guardie femminili delle SS e dai loro cani da guardia. Una delle aguzzine più dure era Luise Danz, trasferita dal campo principale di Ravensbrück a Malchow e divenuta comandante del campo. Venne catturata nel 1945 e sottoposta a processo per crimini contro l'umanità al processo di Auschwitz a Cracovia, in Polonia; condannata all'ergastolo nel 1947, venne rilasciata a causa dell'amnistia generale il 20 agosto 1957.
Le prigioniere ricevevano a malapena qualcosa da mangiare e venivano spesso costrette a inginocchiarsi su ghiaia aguzza. Le perquisizioni e le percosse erano di routine ma, sebbene ai residenti di Malchow non fosse permesso alcun contatto con le detenute, alcune persone riuscivano a donare un po' di cibo. Quando furono scoperti dalle SS, anche loro furono imprigionate a Malchow. Oltre alla fame e all'esaurimento fisico, molte sono morte anche durante le numerose epidemie di malattie come la tubercolosi e il tifo. Il lavoro forzato si svolgeva nelle miniere ma comprendeva anche la rimozione di ortiche nei parchi giochi per bambini, le pulizie di fabbriche e della città, la costruzione di fognature per l'ospedale di Malchow e il lavoro nei campi.
Nel corso del 1944 Malchow servì come campo di transito per altri prigionieri che arrivavano da differenti campi di concentramento. Testimoni oculari di molti sopravvissuti di Malchow riferiscono che un convoglio di circa 1.000 prigionieri arrivò il 24 novembre 1944, dopo essere stati costretti a partecipare ad una marcia della morte durata diverse settimane. Da Malchow furono trasferiti a Wismar e caricati su chiatte che vennero poi affondate nel Mar Baltico o in fiumi vicini.
Il 2 maggio 1945 Malchow e Ravensbrück furono liberati dall'Armata Rossa.