Il campo di Mittelbau-Dora è stato un campo di concentramento nazista costruito nel 1944 presso Nordhausen, in Germania, a sud della catena montuosa Harz della Turingia.
Il campo, alle cui dipendenze lavoravano altri 40 sottocampi, venne esplicitamente realizzato per la produzione delle Wunderwaffe tedesche, in particolare il missile A-4 poi reso noto col nome propagandistico di V-2. L'originaria località di produzione di tale arma era stata il centro di ricerca dell’esercito di Peenemünde, sull’isola di Usedom, nel Mar Baltico, che iniziò la produzione in serie dell'ordigno già all’inizio dell’estate del 1943. Un pesante attacco aereo da parte della Royal Air Force del 18 agosto 1943 portò ad una brusca interruzione della produzione dei V-2 ed i comandi tedeschi spostarono l’impresa in una regione meno esposta ad attacchi aerei.
La gran parte dei prigionieri era costituita da uomini, anche se un piccolo contingente di donne era presente nel sottocampo di Gross-Werther; è noto il nome di una sola guardia donna che servì a Dora, la Lagerführerin Erna Petermann. Il trattamento riservato alle donne ivi internate non fu meno duro di quello degli uomini. In totale furono 60.000 i prigionieri internati, dei quali 12.000 morirono e la cui morte venne registrata; il totale delle morti è comunque stimato intorno alle 20.000 persone, compresi coloro periti durante i bombardamenti sulle installazioni militari e industriali e tra gli evacuati durante le marce della morte nel 1945. Inizialmente i presenti sono soprattutto russi, polacchi e francesi.
Nel gennaio del 1944 il processo di costruzione delle gallerie è avanzato a tal punto che l’assemblaggio dei V-2 può iniziare, sotto la supervisione del Mittelwerk, società controllata dalle SS. Alla fine di gennaio l’impresa consegna i suoi primi tre missili, che soffrono però tutti di gravi difetti di produzione. Le SS finiscono per considerare i prigionieri che si sono occupati dell’ampliamento dei tunnel nell’ autunno e nell’ inverno 1943 – 1944 come inutilizzabili nella produzione effettiva dei V-2, perché troppo indeboliti o non qualificati per il lavoro sulle linee di assemblaggio. Di conseguenza, nuovi prigionieri vengono portati da altri campi di concentramento.
Nell’estate del 1944 Mittelbau diviene a tutti gli effetti un campo di concentramento indipendente e vengono aperti diversi sottocampi, nei quali i deportati si occupano dell’ampliamento dei tunnel. Nuovi prigionieri provengono da tutta Europa, soprattutto da Unione Sovietica, Polonia e Francia, deportati per motivi politici. Vengono trasferiti qui anche circa 1.600 italiani: tra di loro circa la metà erano IMI (Internati Militari Italiani), trasferiti qui contro ogni convenzione internazionale sui prigionieri di guerra. Dal maggio 1944, anche molti ebrei vengono deportati a Mittelbau-Dora. In seguito allo scioglimento dello “Zigeuner-Familienlager” di Auschwitz (campo per le famiglie di etnia Rom e Sinti), le SS trasportano inoltre nel lager numerosi Sinti e Rom tra aprile e agosto 1944.
La dissoluzione del campo di Mittelbau ha inizio già nell’autunno del 1944. A causa del sovraffollamento dei sottocampi e l’inizio di un freddo inverno, le condizioni di vita peggiorano in tutto il complesso, portando ad un forte aumento del tasso di mortalità. All’inizio dell’aprile del 1945, mentre le truppe alleate stanno avanzando verso la zona montuosa attorno al lager, le SS decidono di evacuare gran parte del complesso di Mittelbau. In gran fretta, gli internati vengono costretti a salire su treni che il 6 aprile li trasferiscono verso Bergen-Belsen, Sachsenhausen e Ravensbrück. Altri sono costretti a camminare attraverso le colline di Harz verso il nord-est. Coloro non in grado di tenere il passo durante le marce della morte vengono sommariamente uccisi dalle SS. La peggiore atrocità si verifica a Gardelegen. Più di 1.000 prigionieri di Mittelbau, Neuengamme e dei loro sottocampi vengono uccisi in un fienile che viene dato alle fiamme. Quelli che riescono a sopravvivere all’incendio vengono comunque fucilati dalle SS, Wehrmacht e da uomini del Volkssturm, la milizia popolare nazista.
Poiché la maggior parte dei campi del complesso di Mittelbau era già stata evacuata, solo alcuni piccoli sottocampi, in cui erano internati perlopiù IMI e un centinaio di deportati ammalati, vengono liberati dagli Alleati l’11 aprile 1945.