Si rifiuta di servire nell'Esercito della Repubblica Sociale a fianco dei tedeschi che odia e scappa, con alcuni compagni, in montagna. Viene catturato dalle Brigate Nere e accusato di avere sabotato un ponte insieme a dei partigiani. Viene incarcerato, picchiato e infine inviato al campo di concentramento di Mauthausen ove subisce torture e umiliazioni. Viene poi trasferito nel sottocampo di Gusen per lavorare in una fabbrica di aeroplani. Viene liberato dagli americani, curato in un campo a Linz e dunque rimpatriato a Genova.