L’8 settembre 1943 lo coglie, all’età di quindici anni e otto mesi, preparato e convinto alla rivolta contro i tedeschi e i loro alleati fascisti. Con pochi compagni del liceo D’Oria di Genova svolge attività di fiancheggiamento dei Gap genovesi per tutto l’inverno del 1943 fino alla primavera del 1944. Nel mese di giugno collabora stabilmente con la formazione garibaldina di Aurelio Ferrando (Scrivia) con vari compiti tra i quali guida di disertori bersaglieri e polacchi. Tale attività dovrà cessare con il rastrellamento di agosto della divisione Monterosa, che determina lo spostamento della banda dalla valle Fontanabuona alla val Borbera. Sul finire dell’estate entra a far parte della formazione clandestina Giustizia e libertà, comandata da Nando Gatti. Essa è organica rispetto alla brigata GL Matteotti, comandata da Antonio Zolesio (Umberto Parodi). Al compimento del diciassettesimo anno nel gennaio 1945, viene consentito il suo passaggio alla brigata della stessa formazione GL comandata da Franco Fantozzi (Murri), la quale ha tra i suoi compiti il presidio del paese di Barbagelata (GE). Fa poi parte del distaccamento Luci al comando di “Leo” Leonelli e partecipa ai turni del presidio di Barbagelata. Successivamente è trasferito al comando di brigata a Canale di Rovegno
in val Trebbia, per fare parte della scorta del comandante Umberto Parodi. Al seguito del Comando raggiunge Genova il 26 aprile e partecipa ad alcuni conflitti a fuoco, fino alla completa cessazione delle ostilità ed alla smobilitazione. Laureatosi in giurisprudenza,
svolgerà la professione di avvocato civilista a Genova. Ha fatto parte del Comitato direttivo dell’Ilsrec. È autore del libro memorialistico Passo del Gabba.
Fonte: Gimelli, Franco, Battifora, Paolo, "Dizionario della Resistenza in Liguria", DeFerrari Editore, Genova 2021, p.148