Garino, Maurizio <1 novembre 1892 - 1977>

  • Biografia

    Nasce l’1 novembre 1892 a Ciglioni in provincia di Sassari. Tre anni dopo la sua famiglia emigra in Piemonte prima a Torino poi in provincia di Alessandria dove Maurizio comincia lavorare come apprendista falegname. Nel 1909, dopo essere tornato a Torino, Garino si avvicina all’anarchismo, in particolare durante la mobilitazione in favore di Francisco Ferrer, fucilato nel 1909 a seguito degli eventi della “settimana tragica”. Fonda nel 1910 il circolo Studi sociali Barriera di Milano (poi Scuola moderna Francisco Ferrer) assieme a Pietro Ferrero. Con Ferrero fa parte della corrente anarchica della FIOM in cui resterà molto attivo dopo la deludente esperienza del Sindacato Unico Metallurgico (SUM). 
    Nel giugno del 1914 è tra gli organizzatori della Settimana rossa, durante la quale viene arrestato per poi essere prosciolto da ogni accusa. Fervente anti-interventista si schiera contro l’entrata in guerra dell’Italia e personalmente riuscirà a non partecipare al conflitto bellico grazie alla sua posizione di “operaio specialista”. Nell’agosto 1917 partecipa ai moti contro la guerra e nel 1919-1920 è protagonista dell’esperienza consiliarista delle fabbriche torinesi durante la quale collabora attivamente con Antonio Gramsci e Ordine Nuovo. Nel 1919 rappresenta gli anarchici torinesi nella fondazione dell’Unione Comunista Anarchica Italiana (UCAI), entrando anche a far parte del Consiglio generale. Durante questo periodo Garino ha subìto continui licenziamenti per la sua attività politica e nel 1921 entra quindi a lavorare in una cooperativa (poi trasformata in società per evitarne la fascistizzazione). Subisce la repressione del regime durante tutto il ventennio e dopo l’8 settembre entra a far parte della Resistenza. Nel 1944 viene arrestato poi rilasciato.
    Nel dopo-guerra partecipa alla ricostituzione del movimento libertario piemontese, riprendendo le redini della Scuola Moderna.
    Muore a Torino nel 1977.