Operaio antifascista, lavora nella fabbrica San Giorgio di Genova. Dopo lo sciopero del 9 giugno 1944, i nazifascisti il 16 giugno entrano nella fabbrica, lo arrestano assieme a numerosi altri suoi compagni e lo deportano nel campo di concentramento di Mauthausen. Viene poi trasferito a Dresda, ove è costretto a lavorare in una fabbrica di carri armati ed è testimone del bombardamento della città nel febbraio 1945. Dopo l'attacco è impiegato nella rimozione delle macerie e nel seppellimento dei cadaveri. La liberazione arriva con l'avanzata russa ma il suo viaggio di ritorno è lungo e complicato. Arriva a Genova il 30 ottobre 1945.