E' operaio nella fabbrica San Giorgio di Genova. Fin da giovane manifesta un forte dissenso verso il fascismo, rifiutando sia la divisa dei Balilla sia il servizio pre-militare. Durante la guerra si unisce alla Resistenza e compie azioni di sabotaggio. Il 16 giugno 1944 viene arrestato durante il rastrellamento degli operai della San Giorgio operato dai tedeschi, riuscendo tuttavia a sfuggirne. A causa di una delazione viene nuovamente arrestato e deportato a Kottern, sottocampo di Flossenburg, dove lavora 12 ore al giorno alla produzione di componenti per i razzi V2. Successivamente è trasferito nel campo di concentramento di Dachau e liberato dagli americani. Rientra a Genova nel 1945, pesando solo 38 chili.