Figlio di Emanuele Massone (Piemonte), comandante della Brigata Garibaldi Sap "Bedin", vede la sua casa diventare un punto strategico per la Resistenza. nel marzo 1944 Umberto collabora all'organizzazione di un attacco contro le Brigate Nere. Sopravvive al conseguente rastrellamento e all'incendio della loro casa da parte della Divisione RSI Alpina "Monterosa" e partecipa al trasporto di esplosivi destinati ad attività di sabotaggio. Durante la Liberazione contribuisce al recupero di armi e vive la resa dei tedeschi a Uscio (GE). Dal 1950 lavora come tranviere, mantenendo vivi i valori della Resistenza.