Membro degli Alpini, l'8 settembre 1943 diserta per unirsi alla Resistenza nella Brigata Garibaldi "Macchi" della Divisione Garibaldi "Mingo". Durante la clandestinità svolge attività di sabotaggio oltre che azioni di combattimento fino all'inverno del 1944, quando viene catturato. Portato alla Casa dello Studente a Genova, viene torturato e inviato a Milano per essere trasferito in Germania. Scampato alla deportazione a Mauthausen, è però internato nel lager di Merano dove è costretto ai lavori forzati. A fine guerra rientra a casa e subito dopo si unisce alla Polizia partigiana, iscrivendosi anche all'ANPI. In seguto lavora come autista di tram e filobus.