Fiorentino di nascita, si trasferisce a Genova dove inizia a lavorare e a maturare precocemente convinzioni antifasciste e comuniste. Arruolato in Marina nel 1936, compie missioni in Spagna e in Oriente. Rientrato a Genova diventa impiegato nell'Azienda Ansaldo e partecipa attivamente agli scioperi. Il 16 luglio 1944 la fabbrica viene circondata da militari tedeschi e, assieme a numerosissimi altri operai, viene arrestato e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen per il lavoro coatto. Viene dunque trasferito nel campo di Steyr sopportando fame, freddo e grande fatica. Fugge rocambolescamente nel marzo 1945, rientra a casa e si unisce ai partigiani in Val Trebbia, anche se non partecipa direttamente ai combattimenti per le sue ancora precarie condizioni fisiche. Dopo la Liberazione riprende il lavoro all'Ansaldo ed è uno dei fondatori dei Consigli di Gestione.