Scappini, Remo, (Giovanni, Mario Rossi)

  • Pseudonimo, nome assunto

    Giovanni, Mario Rossi

  • Luogo di nascita

    Empoli (FI)

  • Biografia

    Nato in una famiglia operaia, fin da giovane si avvicina all’attività politica. Nel 1921, in seguito ai tumulti anarco-socialisti di Empoli, costati una condanna al padre e ad altri suoi familiari, si impegna nella raccolta di aiuti in favore di detenuti politici e, nel dicembre 1923, si iscrive alla Federazione giovanile comunista, iniziando nel 1926 la militanza nel partito. Ricercato dalla polizia fascista, nell'ottobre 1930, con l'aiuto dell'organizzazione clandestina del Pci, riesce a sottrarsi alla cattura, rifugiandosi a Parigi e poi a Mosca, dove si forma alla “scuola di partito”. Rientrato nel 1932 in Francia, compie una serie di viaggi clandestini in Italia, venendo arrestato il 3 ottobre 1933 a Faenza e, qualche mese dopo, condannato dal Tribunale speciale a 22 anni di reclusione. Scontati nove anni, durante i quali entra in contatto con i maggiori dirigenti comunisti, nell'ottobre 1942 viene scarcerato per amnistia, potendo riprendere i contatti politici ad Empoli. Richiamato alle armi, diserta dopo alcuni mesi e, inviato a Torino dall’organizzazione clandestina, cura l'attività del Pci. Dopo l'8 settembre è a Milano e, a metà ottobre, a Genova, unitamente alla moglie Rina Chiarini (Clara), ove dirige l'organizzazione regionale del partito in qualità di segretario. Nel capoluogo ligure Scappini svolge un'intensa attività per il rafforzamento del movimento partigiano e a sostegno dell'azione unitaria nella lotta contro il nazifascismo, scampando alle ondate di arresti di cui rimane vittima invece la moglie. Ricevuto l'incarico di responsabile del Triumvirato insurrezionale del Pci per la Liguria, nel giugno 1944 entra a far parte del Cln ligure, del quale diviene presidente nei primi mesi del 1945, assumendo in tale veste un ruolo di primo piano nelle vicende che conducono alla liberazione di Genova. Il 25 aprile 1945, a villa Migone, controfirma l’atto di resa del generale tedesco Günther Meinhold. Nel dopoguerra prosegue l’attività politica a Roma, in Puglia e in Toscana. Eletto al parlamento per tre legislature, è stato consigliere comunale ad Empoli e a Genova e dirigente dell'Anpi e dell'Anppia. Ha pubblicato Ricordi della Resistenza, scritto con la moglie, Da Empoli a Genova ed è fra gli autori del volume I compagni di Firenze. Memorie di lotta antifascista 1922-1943.