Starace, Achille

    Data di esistenza

    Data di nascita : 18/08/1889

    Data di morte: 29/04/1945

  • Biografia

    Achille Starace (Sannicola, 18 agosto 1889 – Milano, 29 aprile 1945) è stato un generale, politico e dirigente sportivo italiano. Fu per otto anni (dal 1931 al 1939) segretario del Partito Nazionale Fascista, presidente del Comitato olimpico nazionale italiano, commissario straordinario della Lega navale italiana, luogotenente generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Condannato a morte alla caduta della Repubblica Sociale Italiana, fu fucilato dai partigiani e appeso a piazzale Loreto a Milano, insieme ai corpi di Mussolini e Claretta Petacci.

    Starace partecipò alla prima guerra mondiale, dove fu ai comandi del colonnello (poi generale) Sante Ceccherini. Nel corso del conflitto ottenne la promozione a ufficiale nel 12º Reggimento bersaglieri oltre a una Medaglia d'argento al valore militare, quattro di bronzo, due croci al valor militare, oltre a numerosi riconoscimenti anche dall'esercito francese. Nel primo dopoguerra Starace divenne un fedelissimo di Benito Mussolini, dal quale ricevette l'incarico di radicare il fascismo nel Trentino-Alto Adige e nelle Venezie, dove si trovava anche Roberto Farinacci. Negli anni del primo dopoguerra (1920) fu perciò fondatore del Fascio di Trento. Il programma politico di Starace a Trento e Bolzano prevedeva una forte italianizzazione dei nuovi territori acquisiti all'Italia e la destituzione di tutti i sindaci eletti sotto il precedente governo asburgico.
    Nell'ottobre 1921, al Congresso di Roma, Starace fu nominato vicesegretario del Partito Nazionale Fascista, carica che mantenne fino all'ottobre del 1923. Il 2 ottobre 1922 le squadre di Starace occuparono il municipio di Bolzano, imponendo l'affissione di un ritratto di re Vittorio Emanuele III. Il giorno dopo occuparono anche il palazzo della Provincia, obbligando il governatore Luigi Credaro alle dimissioni. Dopo due giorni di occupazione, i fascisti consegnarono l'edificio alle autorità italiane con una cerimonia che prevedeva gli onori ai gagliardetti fascisti da parte dei militari.
    Starace partecipò alla marcia su Roma stabilendo il proprio quartier generale a Verona, dove aveva il compito di occupare tutti i principali centri di potere della città (questura, prefettura, poste, telegrafo e la sede del quotidiano Corriere del Mattino). Dopo l'azione eversiva nella città veneta gli squadristi di Starace si diressero a Milano.
    Nel 1923 a Starace venne affidato l'incarico di creare la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (MVSN) di cui Starace sarebbe divenuto luogotenente generale. La sua fedele acquiescenza nei confronti di Mussolini gli consentì di fare carriera: il 7 dicembre 1931 fu nominato segretario nazionale del partito fascista.  In questa veste operò per diffondere una capillare presenza del partito nella vita della società, cercando di coinvolgere nella fascistizzazione una parte più vasta dei ceti della media e bassa borghesia e settori delle masse popolari. Organizzazioni e manifestazioni politico-sportive furono da lui caldeggiate e promosse per inquadrare «fascisticamente» i cittadini, dalla scuola elementare all'università, al dopolavoro. Il suo insistere sulla continua esibizione di uniformi e sulla pratica callistenica e ginnica (viste come fondamento del motto latino mens sana in corpore sano) lo rese celebre ma anche considerato all'interno stesso del partito con ironia e dileggio. Fu anche presidente del Comitato olimpico nazionale italiano, dal 1933 al 1939, in un periodo in cui il movimento sportivo era utilizzato dal regime per fini propagandistici.
    Ai primi del marzo 1936 Starace partì per l'Abissinia raggiungendo Asmara. Il 15 marzo 1936 ripartì alla volta di Gondar alla testa di una colonna motorizzata, composta in prevalenza da camicie nere e bersaglieri occupando la città il 1º aprile. La colonna guidata da Starace proseguì la sua marcia su Gorgorà raggiungendo il lago Tana e poi Bahar Dar. Su questa impresa Starace scrisse al ritorno in Italia un'opera intitolata La marcia su Gondar. Dal 1937 Starace, come segretario del partito, ebbe il rango di Ministro.

    Nel 1939 il consenso al regime appariva in calo (causa secondo gli storici ne erano le restrizioni suntuarie, le prospettive di guerra, l'alleanza con i tedeschi, già nemici nella Guerra del '15-'18). Fra le decisioni di Mussolini per rafforzare partito e regime vi fu l'allontanamento di Starace dal ruolo di Segretario. Il 29 ottobre 1939 Mussolini comunica a Starace la sua destituzione e l'assegnazione alla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale come Capo di stato maggiore. Il 21 dicembre 1940 Puntoni, aiutante del re, riceve il colonnello Amé, capo del SIM, che gli accenna a frequenti rapporti fra Ciano, Farinacci, e Starace: "...lascerebbero credere a una cospirazione antimonarchica". Vera o no che fosse quest'ultima ipotesi, Farinacci si distinse per le accuse a Badoglio (notoriamente dalla parte del sovrano) in relazione all'attacco alla Grecia, e critico per la condotta bellica contro i greci sarebbe stato anche Starace. Arrivato sul fronte greco, Starace partecipò alla Campagna italiana di Grecia dove nel 1941 fu ferito e rimpatriato. Il 16 maggio 1941 fu rimosso dall'incarico di capo di stato maggiore della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, con comunicazione giunta da Mussolini tramite lettera. Le ragioni politiche del drastico allontanamento di Starace da ogni carica di rilievo debbono essere tuttora chiarite in sede storica: all'epoca si ipotizzarono alcuni commenti negativi relativi alle deficienze dell'esercito italiano palesatesi nell'invasione della Grecia.

    Nell'agosto 1943 il capo della polizia Senise fece arrestare Starace, che fu condotto al Forte Boccea (probabilmente per la sua qualità di alto ufficiale dell'esercito), venendo rilasciato poco tempo dopo. Il 23 agosto 1943 sono arrestati Muti, Bottai, Galbiati e Teruzzi, accusati di avere collegamenti sospetti con l'ambasciata tedesca. Dopo l'8 settembre del 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana, nella quale tuttavia restò emarginato da ogni incarico politico di rilievo, tanto da dover consumare i suoi pasti da solo nelle mense di guerra. Mussolini, anzi, si stancò presto delle sue lagnanze, espresse in missive inviate quasi quotidianamente come al tempo in cui, da segretario del Partito, inviava giornalieri rapporti. Con il sospetto che fosse invischiato in qualche oscura trama massonica insieme a Badoglio, Starace fu arrestato ed internato nella prigione degli Scalzi di Verona per oltre sei mesi. Dopo la sua liberazione, Mussolini diede ordine che non gli fosse consentito avvicinarlo (disse testualmente: "Se si presenta ancora qui buttatelo giù per le scale") e che non gli venissero inoltrate le lettere che Starace proseguiva a scrivere. Starace restò quindi politicamente isolato e privo di grandi risorse economiche, in un modesto appartamento di Milano sito in viale Libia dove si coltivava un piccolo orto, sostenuto economicamente dalla figlia e dalla Federazione fascista di Milano. In questo periodo creò una società d'affari immobiliari, la Glaxo, ma l'iniziativa fallì perché il suo nome era molto inviso.

    La mattina del 29 aprile del 1945 Starace, uscito di casa in tuta da ginnastica, si apprestava ai quotidiani esercizi quando, credendo di riconoscerlo, alcuni partigiani gli rivolsero la parola mentre si allontanava. "Starace, dove vai?" gli chiesero, per sentirsi rispondere placidamente: "Vado a prendere il caffè". Bloccato, l'ex gerarca venne condotto in un'aula del Politecnico dove venne sommariamente processato e condannato a morte per fucilazione. Per l'esecuzione fu portato in piazzale Loreto dove nel frattempo erano stati appesi alla pensilina di una stazione di servizio i cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri gerarchi.

    Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Achille_Starace