Ticino (Il), periodico

  • Storia

    La nascita del giornale
    “Il Ticino” prende vita in circostanze significative: il 15 maggio 1891 il Papa Leone XIII pubblica la famosa enciclica Rerum Novarum, con la quale ha incoraggiato una nuova prospettiva sulla dottrina sociale della Chiesa: molti vescovi hanno quindi sentito l’esigenza di far conoscere ad un pubblico più ampio questi temi, che si inseriscono in un clima di tensioni sociali e di realtà in veloce evoluzione (Thomas Alva Edison brevetta la radio e in Europa si fanno largo le politiche coloniali).
    Il Vescovo Agostino Gaetano Riboldi vuole che la sua Diocesi si doti di uno strumento agile, di grande diffusione, capace di far circolare ampiamente la dottrina sociale cattolica, ma anche di far conoscere la vitalità e la ricchezza spirituale della Chiesa, in un clima, come quello pavese, spesso caratterizzato da un feroce anticlericalismo. Bisogna reagire, far sentire la propria voce. “Il Ticino”, pubblicazione già presente in Pavia, è in vendita e la Curia decide per l’acquisto: sotto la direzione di monsignor Rodolfo Maiocchi e con le firme di giovani menti del clero pavese tra cui Pietro Maffi, Anastasio Rossi, Ferdinando Rodolfi, Giovanni Cazzani e tanti altri, “Il Ticino” esce tre volte a settimana. L’avventura del settimanale diocesano è partita.
    Le vicende storiche
    Nel 1910, sotto la direzione di monsignor Angelo Mariani, “Il Ticino” diventa quotidiano ma nel giro di pochi anni deve vedersela con il socialisti prima e con il fascismo poi: tanti furono i numeri usciti con le colonne sbiancate dai tagli della censura o addirittura bloccati e sequestrati. Ridotto al silenzio dopo l’8 settembre 1943, “Il Ticino” torna con vigore a far sentire la propria voce dopo il 25 aprile, anche se ridotto a pochi fogli. A metà degli anni cinquanta la direzione del giornale passa nelle mani di monsignor Carlo Bordoni che lo guiderà per ben 35 anni (dal 1954 al 1989) osservando la società con attenzione e spirito critico, prendendo posizioni nette (seguendo con fedeltà le indicazioni dell’episcopato italiano e denunciando anche il decadimento e la corruzione della classe politica di allora: la voce del settimanale era critica ma libera e forte e, proprio per questo, rispettata.
    Oggi Il Ticino è il settimanale della Diocesi di Pavia.

    http://www.ilticino.it/storia/