Trabucco, Carlo <1898/04/07-1979/05/19>

  • Pseudonimo, nome assunto

    L.C. Denina [1924]
    S. Lanfranchi [1924]
    Tip

  • Luogo di nascita

    Biella

  • Luogo di morte

    Torino

  • Biografia

    Avvocato, politico, amministratore, giornalista, scrittore e commediografo.
    Studia a Torino presso il Regio Ginnasio Balbo dal 1914 al giugno del 1915, quando supera l’esame per la licenza ginnasiale. Nel 1915 inizia a collaborare con il periodico “Il Foglio dei Giovani”, organo del Consiglio Regionale piemontese della Gioventù Cattolica Italiana (il suo primo articolo è del 15 ottobre 1915).
    Costretto da una difficile situazione economica familiare, il 30 settembre 1916 entra come operaio alla Fiat di San Giorgio, dove resta fino al luglio del 1917, quando parte per il fronte. Dal fronte continua a collaborare, se pur saltuariamente, per “Il Foglio dei Giovani”, diretto da Carlo Torriani e scrive la sua prima commedia “I diritti dell’onore”. Il 6 gennaio 1920 viene congedato dall’esercito con il grado di sergente.
    Tornato a Torino, viene introdotto da Restagno e da Quarello nel mondo sindacale (l’Unione del Lavoro), dove viene assegnato al settore dei tessili, in particolare dei setifici. Nell’ottobre del 1920 supera l’esame per la licenza liceale e si iscrive alla facoltà di legge. Inizia contemporaneamente la sua collaborazione al quotidiano cattolico torinese, “Il Momento”. Nel gennaio del 1921, quando l’Unione del Lavoro non è più in grado di pagare gli stipendi per mancanza di fondi, T., con Santagostino, Restagno e Vuillermin, si dimette e si trasferisce a Milano con l’incarico di segretario della Federazione dei piccoli proprietari terrieri. Nel periodo milanese si dedica all’attività sindacale, allo studio e al teatro e con altri giovani cattolici lombardi e piemontesi, amanti del teatro, nel gennaio del 1922 fonda un periodico teatrale, “Controcorrente” (nel primo numero viene pubblicata la sua commedia “I diritti dell’onore”).
    Nel settembre del 1922 torna a Torino e viene assunto alla redazione del “Momento”, dove si occupa della cronaca nera, bianca e sportiva. Nel dicembre del 1924 si laurea in legge. Quando, nel 1925, il giornale si colloca su posizioni filofasciste, T. si dimette e con altri cattolici torinesi fonda  “Il Corriere”, che però viene soppresso da Mussolini nel 1926.
    Il 22 dicembre 1926 entra nello studio legale Galdini e Lupo di Torino come praticante, dove resta per poco tempo.
    Continua a dirigere “Controcorrente” fino al 1927, quando abbandona la rivista e fonda nel gennaio 1928 un periodico di vita teatrale, “Scene e Controscene”, fino al novembre del 1929. Nel 1927 viene nominato presidente della Federazione Giovanile Cattolica.
    Entra nella redazione del “Paese Sportivo”, dove resta fino al novembre del 1929 quando il giornale viene soppresso, e in seguito alla “Stampa”, come cronista sportivo. Il 26 marzo del 1931, su imposizione di Mussolini, è costretto a licenziarsi poiché non ha la tessera fascista e in più è presidente della Gioventù Cattolica torinese. Nel maggio del 1931 deve dimettersi dalla presidenza dei giovani di Azione Cattolica. Nel giugno del 1931 diventa correttore di bozze per la Casa Editrice Lice e l’arcivescovo di Torino, monsignor Maurilio Fossati, gli affida la direzione del giornale “L’Armonia”.
    Dal 1933 si fa promotore e animatore della Messa per l’artista. Nel febbraio del 1935 di trasferisce a Padova dove lavora per Paravia. Nel 1937 viene cancellato dall’albo professionale dei giornalisti.
    Nel settembre del 1941 viene richiamato alle armi e a dicembre, su interessamento di Restagno, viene trasferito a Roma, all’Ufficio di propaganda dello Stato Maggiore. Dall’8 settembre 1943 al 5 giugno 1944 vive in clandestinità.
    Con la caduta del fascismo diventa segretario particolare di G. Spataro all’ex “Minculpop” e in seguito caporedattore, critico teatrale e cinematografico al “Popolo” diretto da G. Gonella.
    Nel 1945 passa al “Popolo Nuovo” di Torino (fondato e diretto da Gioachino Quarello) come corrispondente romano.
    Dal 1946 è membro della Commissione consultiva per il teatro.
    Dal 1952 al dicembre 1958 è anche revisore tecnico della INCOM.
    Il 6 marzo 1954 torna a Torino dove assume l’incarico di condirettore responsabile del giornale “Il Popolo Nuovo”, carica che conserva fino alla chiusura del giornale, nel novembre del 1958.
    Dal 1953 è membro della giuria per le Grolle d’oro di Saint-Vincent; dal luglio 1955 è membro della sezione del Consiglio superiore delle Belle Arti; fino al 23 giugno 1957 vicepresidente della Vecchia Guardia di Azione Cattolica; dal marzo 1958 membro della giuria per i premi dell’Istituto del Dramma Italiano;
    Inizia anche la collaborazione con i seguenti periodici:
    la rivista “Orizzonti”, “Dramma”, rivista di teatro; “Così”, rivista femminile; “La settimana Incom illustrata”, “L’Osservatore romano”, “Il Gazzettino di Venezia”, “Il Nostro Tempo” (diretto da Chiavazza), il mensile “Meridiano 12”, il quotidiano milanese “L’Italia”, “Il Tempo” di Roma, “La Gazzetta del Popolo” di Torino.
    Nel 1954-1955 partecipa alla fondazione del Piccolo Teatro di Torino, futuro Teatro Stabile.
    Nel 1959 è tra i fondatori dell’Unione Cattolica della Stampa Italiana.
    Amministratore comunale e poi, dal novembre del 1960 al 1965, sindaco di Castellamonte; dal 1964 al 1969 consigliere provinciale della Provincia di Torino.
    Il 25 giugno 1966 viene nominato presidente dell’Assemblea dell’Unione Cristiana Professionisti dello Spettacolo. Nel 1968 è uno dei nove membri fondatori dell’Associazione Teatro Piemontese.

    Opere teatrali: “I diritti dell’onore” [1919], “Il cavaliere mio figlio” [1924] con lo pseudonimo di C.L. Denina, “Il sopravvissuto”, [1924] con lo pseudonimo di S. Lanfranchi, “Il mondo... sempre così”, [1924] con lo pseudonimo di S. Lanfranchi, “Le vacanze di Jack Taylor”, “La regina Vittoria” (1948), “La fortuna si diverte”, “Mannequin”, “Vita e morte di Riccardo di Pietro”, “Disco rosso”, “Grano in erba” [1957], “Crepuscolora” (1959), “Il teorema di Pitagora”, “Ciao pais”, “Testa o cros?”, (versione in piemontese di “Così è se vi pare” di Pirandello, 1963), “Agostino l’arcidiavolo” (1966), “Il signore di Longchamps” (1969), “Uno straccio d’uomo”, (commedia tratta dal romanzo “Alta marea”, 1970), “I nipoti di Garibaldi”, [1970], “Gazetin turineis”, 1971, “L gieugh ‘dle tre carte” [1974].

    Romanzi e saggi: “Questo verde Canavese” (1935), “Il mistero della finalissima” (1936), “Preti d’oltre Piave” (1938), “Il samaritano” (1938), “Tra l’argine e il bosco” (1938), “I lontani” (1938), “Gente d’oltre Piave e d’oltre Grappa” (1941), “La prigionia di Roma” (1945), “Formiche rosse, formiche nere” (1945), “L’opera sociale di padre Pio”, “La galoppata del candidato solitario” (1957), “Colloqui con padre Pio” (1960), “La ragazza dell’autostop” (1961), “Rolando e la principessa Selvaggia” (1965), “Alta marea” (1967), “Scacco al Re Sole” (ristampa di “Un popolo, una battaglia”, 1967), “Cinque anni in Provincia – La giornata magra di un pubblico amministratore” (1970), “Arturo Ceriana e la chiesa romanica di San Genesio” (973), “La volpe savoiarda” (978).

    Figlio di Giuseppe Trabucco e di Maria Denina. Il 24 novembre 1929 sposa Adelaide Gaviani; ha una figlia, Mariangela (che muore il 23 luglio 1938).

    Frequentando gli incontri dei giovani dell’Azione Cattolica, entra in contatto con Giuseppe Sansalvadore; Gioachino Quarello, Carlo Torriani, Pier Carlo Restagno, Italo Mario Sacco, Renato Vuillermin. Nel periodo milanese frequenta giovani cattolici lombardi e piemontesi, amanti del teatro, come Locati, Vaglio, Berra e Casarico con i quali fonda un periodico teatrale “Controcorrente”. Alla redazione del “Momento” collabora con Restagno, Fulvio Rossi, don Bernardino Caselli, Germano Caselli, Ennio Grammatica, Emilio Zanzi. Nel 1931 frequenta a Castellamonte Piero Martinetti e Michelangelo Giorda. A Roma nel 1941 conosce Guglielmo Giannini. Con Diego Fabbri e Sandro Carletti è tra i promotori del Centro Cattolico Teatrale a Roma. Alla redazione del “Popolo Nuovo” collabora con Giorgio Calcagno, Carlo Casalegno, Leo Pestelli, Beppe del Colle, Carlo Chiavazza, Carlo Donat-Cattin, Bona Alterocca, Gian Aldo Arnaud, Giovanni Moccagatta, Anna Rosa Gallesio, Achille Valdata.
     
     


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