Tridente, Alberto <29/06/1932-24/07/2012>

  • Luogo di nascita

    Venaria Reale (TO)

  • Luogo di morte

    Torino (TO)

  • Biografia

    Alberto Tridente (Venaria Reale (To), 29 giugno 1932 – Torino, 24 luglio 2012) nasce da una famiglia operaia originaria di Corato di Bari stabilitasi nella cintura di Torino, nelle Case Operaie della Snia Viscosa di Altessano, dove erano impiegati alcuni suoi componenti. Inizia a lavorare molto presto, nel 1941, facendo diversi mestieri. Nell’ottobre del 1945 trova impiego come operaio in una piccola fabbrica metalmeccanica e aderisce attivamente al sindacato. Negli anni successivi cambia diversi posti di lavoro, sempre nello stesso settore, e infine è assunto alla Fiat Ferriere con la qualifica di operaio siderurgico di primo gruppo.
    Animatore di un gruppo di giovani dell’Azione cattolica, milita nella Democrazia Cristiana e diventa consigliere comunale di Venaria Reale tra il 1954 e il 1964.
    Nello stesso periodo assolve gli obblighi militari vivendo una intensa esperienza con la partecipazione alle operazioni militari relative all’annessione di Trieste all’Italia nell’ottobre del 1954.
    Completa gli studi secondari in corsi serali e nel 1957 viene selezionato per partecipare al corso annuale, della durata di nove mesi organizzato dal Centro Studi della Cisl a Firenze, dove ritornerà nel 1963 per un corso di formazione per dirigenti sindacali. Nel 1958 lascia il lavoro alla Fiat Ferriere e viene assunto dall'Unione di Torino con la qualifica di organizzatore di Zona cittadina della 2° categoria gruppo A, con un incarico in zona Leumann. Nella primavera dello stesso anno, alla vigilia del rinnovo annuale delle Commissioni Interne, si era concretizzata la seconda grave scissione sindacale alla Fiat, la maggioranza aveva seguito Edoardo Arrighi che fondava il Sindacato Italiano dell’automobile Sida, detto il sindacato giallo. Alberto Tridente è richiamato dal Corso di Firenze per collaborare alla formazione delle liste Fim Cisl attraverso le quali, secondo la linea indicata da Giulio Pastore, si ricostruirà il sindacato metalmeccanico Cisl alla Fiat e a Torino.
    Nella primavera del 1959, per la prima volta dopo undici anni, si rinnova il contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici. Nei giorni di sciopero nazionale, Alberto Tridente, con altri militanti, è fermato più volte all’alba e trattenuto in Questura. Con l’appoggio del cappellano del lavoro Carlo Carlevaris, sostiene il rappresentante Fim Cisl del comitato elettorale della Fiat Grandi Motori contro il decadimento della lista dei candidati della Fiom ponendosi in aperto contrasto con la Segreteria Provinciale che, con la Uil, firma un cedevole compromesso all’Unione Industriale. Le sue ferme contestazioni alle decisioni anti Fiom portano al suo allontanamento dalla Fim. Nonostante la durezza di questo scontro il Segretario della Cisl torinese Carlo Borra gli propone nuovi incarichi sindacali zonali che tra il 1959 e il 1961 svolge fuori Torino, nel Canavese e in Val di Susa. In quel periodo incontra i giovani contestatori cattolici del “Tamburino” di Rivoli, con i quali sperimenta i principi di lotta unitaria che va elaborando. Nel 1961, dopo un gran lavoro di base, pur essendo impegnato come operatore per altre categorie ma possedendo la tessera della Fim, è tra i leader della maggioranza che a sorpresa vince al Congresso Provinciale avviando una nuova stagione del sindacato metalmeccanico torinese. Dal 1961 entra a far parte della segreteria Fim Cisl provinciale di Torino presso la quale assumerà l’incarico di segretario generale dal 1968 al 1973. La sua azione è determinante per trasformare la strategia della Fim Cisl nel territorio, con la costruzione di Leghe con forte autonomia decisionale e responsabilità nella gestione del bilancio, un modello che aveva elaborato dopo i suoi viaggi in Germania e gli incontri con la federazione sindacale tedesca che rappresenta i lavoratori del settore metallurgico IG Metall (Industriegewerkschaft Metall).
    Dal 1964 al 1974 è nominato nella Giunta della Camera di Commercio di Torino in qualità di rappresentante dei lavoratori occupandosi in particolare di formazione professionale, entra a far parte del consiglio di amministrazione di alcuni istituti scolastici e partecipa a iniziative organizzate dall'Istituto Europeo per la Formazione Professionale. In questa veste promuove con successo un serrato dibattito sulla destinazione dei gettoni di presenza, che saranno devoluti all’Unione Cisl torinese.
    Fin dal 1955, quando per conto del sindacato partecipa a un convegno intersindacale europeo di giovani siderurgici in Lussemburgo, e successivamente con un viaggio negli Stati Uniti su invito del Department of Labor Bureau of International Labor Affairs tra luglio e agosto del 1966, va delineandosi un grande interesse nei riguardi delle questioni internazionali che caratterizzerà tutta l’attività di Alberto Tridente. L’anno successivo questo interesse si consolida con il suo contributo alla costituzione di un ponte di solidarietà con il sindacato clandestino spagnolo fra Torino e Barcellona (Fiat e Hispano-Olivetti) e prosegue nel 1973 in Argentina e Brasile, dove sono insediati impianti Fiat.
    Nel 1968 è inviato da Luigi Macario in Francia come osservatore della Federazione Nazionale Fim Cisl per seguire gli avvenimenti del Maggio francese. La sua relazione è diffusa in tutto il sindacato e utilizzata come materiale di discussione. Negli anni successivi si occuperà sempre più intensamente dell’organizzazione di attività internazionaliste, sia all’interno del sindacato quando diventa segretario nazionale della Fim Cisl, e poi nella Flm. Tra il 1975 e il 1982 compie vari viaggi di studio in tutti i paesi dell’Europa Occidentale e Orientale, nel Medio Oriente (Israele e Palestina), in Asia (Giappone e India) e in tutta l’America Latina, durante i quali conosce e avvia una collaborazione pluridecennale con l’ex-presidente del Brasile Lula (Luiz Iñàcio da Silva), allora dirigente metalmeccanico.
    Come testimoniano le carte conservate in archivio, un altro importante ambito di questioni affrontato da Alberto Tridente è rappresentato dall’impegno per la realizzazione di programmi di riconversione dell’industria bellica italiana ed europea. Come raccontato nell’autobiografia, la sensibilità verso questo problema risale al suo incontro con Achille Croce, giovane animatore del Movimento nonviolento valsusino e componente del direttivo Fim provinciale, e alla constatazione, durante un’assemblea alla Oto Melara, che da parte del sindacato non fosse coerente, dopo tante proteste contro il colpo di stato in Cile avvenuto nel 1973, che un’importante fabbrica italiana provvedesse a rifornire di armi i golpisti: “Nella segreteria nazionale Flm proposi che se ne discutesse a fondo, non senza contrasti da parte di coloro che, specie nella Fiom e nella Uilm, non percepivano ancora con chiarezza la contraddizione del produrre armi in cambio di occupazione, come se queste fossero prodotti come gli altri.
    Alla fine degli anni Settanta Alberto Tridente vive una stagione di profonda crisi personale con la separazione dalla moglie. Al Congresso Nazionale della Fim Cisl del 1981 lascia gli incarichi in ottemperanza alle norme statutarie. Nello stesso anno conosce Anna Pelloso, che diventerà sua moglie e ne condividerà la vita sino alla fine. Nel 1982, in seguito al pensionamento dal sindacato, lascia Roma per tornare a Torino.
    Al suo ritorno in Piemonte gli viene proposta, da parte del preside della Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Torino, una collaborazione come docente al corso di storia del lavoro, con lezioni sulla storia di alcuni sindacati europei e americani.
    Nella primavera del 1983 Mario Capanna, segretario del partito Democrazia Proletaria, gli propone la candidatura, come indipendente, alle elezioni legislative. Dopo un primo rifiuto, Tridente consente a candidarsi l’anno successivo alle elezioni amministrative e alle europee. Nel 1985 è eletto Consigliere Regionale del Piemonte come indipendente nelle liste di Democrazia Proletaria, ma in settembre sceglie di entrare al Parlamento europeo in sostituzione di Emilio Molinari. Come europarlamentare partecipa a missioni in Centro America.
    A partire dagli anni Novanta svolge prevalentemente attività di volontariato con organizzazioni non governative, in particolare Rete di Torino, e intensifica il suo impegno nella cooperazione internazionale. Nei primi anni 2000 promuove e assume il coordinamento del progetto denominato “100 città per 100 progetti per il Brasile”, un programma con obiettivi di cooperazione bilaterale. In seguito, è nominato presidente di Hydroaid, un’associazione senza fini di lucro, il cui compito è formare specialisti e quadri per la gestione delle risorse idriche, del risanamento ambientale e del trattamento rifiuti nei paesi emergenti e in via di sviluppo.
    Dal 2010, con altri sindacalisti torinesi, anima il sito www.sindacalmente.org, e continua a dare il proprio contributo al sindacato anche collaborando con la Fondazione Vera Nocentini dove sceglie di depositare le proprie carte concorrendo al dibattito e alla conservazione della memoria storica del sindacato. Con questa finalità lavora alla stesura dell’autobiografia Dalla parte dei diritti. Settanta anni di lotta, che pubblica nel 2011 per i tipi di Rosenberg & Sellier, con la presentazione di Gian Giacomo Migone.
    Autore di numerosi scritti di carattere politico e sindacale, nel 2007 pubblica una raccolta di favole inventate per il figlio minore.
    La passione per la montagna lo accompagna per tutta la vita, anche negli ultimi anni gravati da patologie che affronta con grande forza d’animo, parlandone apertamente, fino alla morte, avvenuta a Torino il 24 luglio 2012.
     
    [Nota biografica a cura dell'archivista Marina Brondino]