Dopo gli studi in Chimica e l'esperienza come analista di laboratorio, viene chiamato alle armi nel Reggimento Granatieri. L'8 settembre 1943 si trova a Roma e riesce ad evitare la cattura da parte dei tedeschi, tornando a Genova. Per sfuggire all'arresto si rifugia sui monti unendosi alla 3° Brigata "Liguria" con il ruolo di corriere, sfruttando la propria conoscenza del territorio e senza partecipare a scontri armati. Catturato dai fascisti come renitente, subisce torture e viene deportato nel campo di transito di Bolzano dove, grazie alle sue competenze chimiche, si occupa della produzione di candeggina per i tedeschi e della manutenzione dell'auto del comandante delle SS. Dopo un anno di prigionia viene liberato dalla Croce Rossa nel maggio 1945. Al ritorno, nonostante i traumi psicologici, avvia con successo un'attività imprenditoriale nel settore chimico.