Dopo essersi dimesso dalla Polizia a seguito dell'8 settembre 1943, si trasferisce a Riccione. Lavora come automobilista per i tedeschi ma parallelamente aiuta i partigiani in operazioni di sabotaggio. Scoperto grazie ad una delazione, viene arrestato a Riccione nell'agosto 1944 e viene fatto transitare attraverso varie carceri italiane prima di essere trasferito al campo di concentramento di Bolzano. Nel gennaio 1945 è deportato nel lager di Flossenbürg e poi a Zwickau, dove è costretto a lavorare in una fabbrica di aerei. Partecipa alla marcia della morte, che lo conduce al confine con la Repubblica Ceca. Qui viene liberato dagli americani il 30 aprile 1945, e riesce a tornare ad Avellino solo a luglio.