Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea 'Giorgio Agosti' - Polo del '900

Ranzi Mario

Fondo
  • Tipologia
    Fondo
  • Descrizione
    Il fondo è stato donato da Mario Ranzi (22-3-1944 – ). Consta di tre nuclei principali di documenti, presenti in parte in originale, in parte in copia digitale. Un primo nucleo (1916-1971) è da ricondurre a Giuseppe Giorgi (classe 1890), suocero di Ivo Ranzi (padre di Mario) e in particolare alle sue vicende di soldato durante la Grande Guerra (nel 1° Squadrone del 4° Reggimento Genova Cavalleria, poi nella 19ª e 82ª Batteria Bombarde - 53° Gruppo Bombarde). Consta di documentazione relativa al servizio, a licenze e spostamenti, di 2 medaglie, nonché di vari attestati e riconoscimenti (in parte ricevuti molti anni dopo la fine del conflitto). Si segnalano, in particolare, un libretto a stampa su storia, caduti e organici dell’82ª Batteria (s.d., ma 1918-) e un nucleo di brevi memorie ms., relative ad azioni di guerra del 1916-17 sui fronti del Carso (Gorizia) e del Pasubio, scritte da Giorgi su 5 cartoline di propaganda (non viaggiate) della Croce Rossa Americana in Italia. Un secondo e più corposo nucleo di documenti (1936-1967) concerne le esperienze sotto le armi e in prigionia di Ivo Ranzi (29-1-1913 – 13-4-1971), padre di Mario Ranzi, geniere, mobilitato dal dicembre 1935 al gennaio 1938 in Somalia ed Etiopia (34° Battaglione Zappatori Artieri, 1ª Compagnia), nel giugno-luglio 1940 sul fronte alpino (V Battaglione misto alpino, 125ª Compagnia Artieri) e dal maggio 1942 al 9 settembre 1943 a Bolzano, nel 4° Reggimento Genio Scuola. Ivo Ranzi fu in seguito prigioniero come IMI negli Stalag XVII B Gneixendorf - Krems e 398 Pupping (Arbeitskommando C 68 Gw) e infine in un campo per i ‘lavoratori civili’ della VAW - Vereinigte Aluminium-Werke Aktiengesellschaft, presso Ranshofen (Braunau am Inn). Si segnalano, in particolare, oltre a documentazione relativa all’iter sotto le armi e a connessi riconoscimenti onorifici precedenti e successivi al 1945, una raccolta di foto scattate in varie località della Somalia e dell’Etiopia nel 1936-39 (tra le quali: Mogadiscio, Burca, Colubi, Harrar, Asba Littoria, Mechara, Monte Darò, Mehesso, Dire Dawa, Shilavo, il lago Haramaya, Badessa, Megalo): ritraggono soldati italiani in posa (spesso con trofei di caccia), popolazioni civili locali, paesaggi e, in due casi, attività relative all’occupazione militare in senso proprio (le didascalie sul verso rimandano a un ‘processo’ e a un ‘rastrellamento’). Altri nuclei di foto (meno consistenti) mostrano soldati italiani in ambienti montani (l’Argentera e, probabilmente, più in genere, il fronte alpino), mentre altri rimandano a contesti più personali-familiari-amicali. Si segnalano inoltre, in merito ai mesi della prigionia, parti di moduli per l’invio dei pacchi e 7 brevi cartoline postali indirizzate da Ivo Ranzi al figlio (allora neonato) Mario e una lettera inviata alla moglie Desdemona Giorgi (detta Aldea, 12-9-1922 – 21-5-2004), con la quale Ivo si era sposato nel febbraio del 1943. Il terzo nucleo di documenti è il meno consistente del fondo e consta di riproduzioni di foto scattate nel 1997 in occasione di una cerimonia memoriale in onore di IMI caduti tenutasi presso il cimitero di Dolgorukovo: le tre foto disponibili mostrano momenti della cerimonia, alcuni dei partecipanti e due lapidi con nomi (in caratteri cirillici) di IMI deceduti durante la prigionia presso lo Stalag IA, che sorgeva nei dintorni dei centri di Stablack (Dolgorukovo) e Preussisch Eylau (Bagrationovsk).