Agosti, Giorgio

  • Biografia

    Giorgio Agosti, nato nel 1910, dopo avere frequentato il liceo classico D'Azeglio (dove in quegli anni studiano tra gli altri Norberto Bobbio, Leone Ginzburg, Vittorio Foa, Massimo Mila e dove insegnano Umberto Cosmo, Zino Zini e Augusto Monti), si laurea in giurisprudenza all'Università di Torino nel 1931 con Gioele Solari.
    Nel maggio 1928 con altri studenti universitari, tra i quali Mario Andreis, Alessandro Galante Garrone e Dante Livio Bianco, Agosti si schiera a sostegno di Francesco Ruffini ed è coinvolto negli scontri con gli studenti fascisti che contestano il senatore per avere criticato la nuova legge elettorale.
    Attraverso l'amicizia con il cugino Aldo Garosci, Agosti si avvicina al movimento antifascista Giustizia e Libertà e nel corso degli anni Trenta viaggia più volte tra Torino e Parigi per introdurne clandestinamente in Italia la stampa, riuscendo a sfuggire alla sorveglianza poliziesca che nel decennio colpisce ripetutamente la rete giellista torinese.
    Agosti nel 1935 entra in magistratura, prima come uditore presso il Tribunale di Torino, poi come pretore presso il Tribunale di Vercelli, tornando infine come giudice a Torino nel 1937.
    Nel 1942 Agosti è tra i fondatori del Partito d'azione in Piemonte. Dopo l'8 settembre 1943 tiene i collegamenti tra le formazioni partigiane che sorgono nelle valli valdesi (a Torre Pellice presso Mario Alberto Rollier è sfollata la famiglia) e Torino, lavorando anche con Willy Jervis. Membro dell'esecutivo regionale del Pda (con Andreis, Franco Venturi, Foa, Arialdo Banfi, Franco Momigliano e Giorgio Diena) e del Comitato militare del partito, Agosti è tra i principali organizzatori della strategia della Resistenza azionista e delle formazioni partigiane Giustizia e Libertà, delle quali, nel marzo 1944, diviene commissario politico regionale (nomi di battaglia, Filippo, Camillo, Mimosa). Alla liberazione di Torino, Agosti è nominato questore dal Cln piemontese, incarico che mantiene fino al 28 febbraio 1948, quando, ultimo rimasto tra i questori "politici", rassegna le dimissioni.
    Entrato alla Sip nel 1948 - due anni prima di lasciare la magistratura - ne diviene segretario generale. In seguito alla nazionalizzazione dell'energia elettrica del 1962, diventa vicedirettore del comparto Enel per il Piemonte e la Liguria.
    Dopo lo scioglimento del Pda avvenuto nell'ottobre 1947, Agosti lascia la politica attiva ma si dedica a un'intensa opera di organizzazione politico-culturale, diretta a promuovere la memoria e la storia della Resistenza, sostenendo la necessità di tutelare e arricchire costantemente il patrimonio documentario di quell'esperienza. Nel 1947 è tra i fondatori dell'Istituto storico della Resistenza a Torino. Nello stesso anno con altri costituisce l'Associazione Gl, adoperandosi per la pubblicazione del periodico "Resistenza", nato come bollettino dell'associazione e uscito fino al 1970. Con altri azionisti torinesi, inoltre, collabora attivamente all'esperienza culturale e politica de "Il Ponte" di Piero Calamandrei, impegnandosi per la continuazione della rivista dopo la morte di quest'ultimo avvenuta nel 1956.
    Collaboratore della casa editrice Einaudi, per la quale realizza varie traduzioni, Agosti si dedica anche agli studi storici. Con Franco Venturi cura nel 1954 la pubblicazione del diario partigiano di Dante Livio Bianco, morto l'anno precedente e al quale Agosti era legato da una profonda amicizia rinsaldata nella Resistenza. Negli anni successivi, con Alessandro Galante Garrone (amico di Agosti, come il fratello Carlo, sin dalla giovinezza), cura l'edizione dell'epistolario e del diario di Piero Calamandrei e la pubblicazione di parte degli scritti di Gaetano Salvemini.
    Nel 1961 è tra i fondatori del Centro studi Piero Gobetti e a lungo ne anima le attività; dal 1972 al 1990 è presidente del Museo del Risorgimento di Torino. Animatore anche di istituzioni a sfondo sociale, quali la "Casa del Sole" di Torino, Agosti il 22 marzo 1976 riceve dalla città la cittadinanza onoraria per meriti civili. Muore a Torino nel 1992. Dal 2004 l'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, di cui è stato presidente sin dal 1974, è a lui intitolato.

    (Autore: Chiara Colombini)
    http://www.metarchivi.it/biografie/p_bio_vis.asp?id=452