Chiavazza, Carlo <1914/10/09-1981/12/28>

  • Luogo di nascita

    Sommariva Bosco (Cuneo)

  • Luogo di morte

    Torino

  • Luogo e/o periodo di attività (AUTG)

    Carlo Chiavazza "Frequentò gli studi nei seminari della arcidiocesi di Torino e fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1937. Dal 1939 frequentò la Gregoriana a Roma per una laurea in teologia spirituale, ma la seconda guerra mondiale lo costrinse a interrompere gli studi e venne assegnato come cappellano militare della Divisione alpina Tridentina. Fu in Russia offrendo il massimo di assistenza appassionata ai militari italiani e, per quanto possibile, alle popolazioni dilaniate dalla guerra. Ne trasse, dopo parecchi anni, il volume Scritto sulla neve. E’ l'umanissima epopea della drammatica ritirata di Russia che fece di C. un «impegnato» per la pace sempre, ma anche un sostegno spirituale permanente agli uomini chiamati a servire la patria nel servizio militare. Coltivò sempre l'amicizia e la presenza con i cappellani militari. Il rientro a Torino vide C. viceparroco a Racconigi dove visse le vicende della Resistenza lasciandovisi coinvolgere appieno. Nel dicembre 1946 il cardinale Fossati gli affidò “Il Nostro Tempo”, settimanale di cultura e presenza cattolica voluto da mons. Giuseppe Garneri, di cui C. fu il primo direttore. Creò, con larga adesione da tutta l'Italia anche “laica”, una originale esperienza giornalistica che permane tuttora fino ad avere una specifica edizione per l'arcidiocesi di Milano. Attorno a C. fiorì una vasta schiera di collaboratori e collaboratrici che segnarono una rinnovata stagione di presenza culturale cattolica mediante significativi apporti nel tempo del Vaticano II e negli anni successivi. Sono gli anni in cui la diocesi di Torino cambiò guida pastorale, con i cardinali Michele Pellegrino (1965-‘77) e Anastasio Ballestrero (1977-‘89). Entrambi apprezzarono e valorizzarono la tipicità del settimanale a dimensione nazionale. Il giornalismo segnò come seconda vocazione la figura di C. che restò sempre legato, però, alla chiesa di S. Lorenzo in Torino, polo di riferimento per moltissime persone. Nel 1947 fu redattore ecclesiastico del quotidiano cattolico-democristiano “Il Popolo nuovo” di Torino, che chiuse i battenti nel 1958. Fu poi chiamato a dirigere l'edizione piemontese de “L'Italia”, quotidiano milanese dalla lunga tradizione cattolica. Godette la stima del futuro Paolo VI, allora arcivescovo della diocesi ambrosiana. Dal 1961 affiancò Giuseppe Lazzati, rettore dell'Università Cattolica, nella direzione del quotidiano. Nel 1968 “L'Italia” e “L'Avvenire d'Italia” si fusero nell’“Avvenire”, attuale quotidiano della CEI. Più in generale C. intensificò la sua presenza nelle comunicazioni sociali, ricoprendo varie cariche a livello diocesano, regionale e nazionale. Paolo VI per i suoi meriti lo nominò “protonotario apostolico”. Fin da giovane aveva collaborato con la RAI-TV, diventando uno tra i più apprezzati ispiratori di rubriche radiotelevisive, in particolare della celebrazione eucaristica domenicale.* Bibliografia: C. Chiavazza, Lettere agli amici, Sei, Torino 1982; Id, Scritto sulla neve, Alzani, Pinerolo (TO) 1988; AA.VV., Prete così vale la pena. Don Carlo Chiavazza, Gribaudi, Torino 1991 * testo di F. Peradotto, Voce Chiavazza, Carlo, in Dizionario storico del movimento cattolico. Aggiornamento 1980-1995, Marietti, Genova 1997


Fondi collegati